Storia di una accoglienza familiare

Storia di una accoglienza familiare

11/01/2017

Molfetta 11/01/2017

29 giugno 2016: Nicola ed io entriamo a far parte della CRAP Anthropos di Giovinazzo.

Dopo tante resistenze, dubbi, timori, pregiudizi, sensi di colpa, incoraggiata dai miei figli e dalle mie nuore, dai medici del CSM, ho deciso di visitare la struttura di Giovinazzo per l’inserimento di Nicola nel centro.

I  tempi erano ormai maturi sia da parte di Nicola che da parte mia per questa sofferta decisione, decisione rafforzatasi dall’accoglienza ricevuta dagli operatori della CRAP che mi hanno colpita per cordialità, comprensione, benevolenza.

L’inserimento è avvenuto in modo semplice.

Sono stata invitata per il giorno successivo in pizzeria insieme alle altre famiglie degli ospiti del centro. A cena mi guardavo intorno e vedevo ragazzi, operatori cantare, ballare con tanta naturalezza e allegria e intanto osservavo Nicola, timorosa che tanta confusione potesse dargli fastidio, innervosirlo, incupirlo. Niente di tutto questo. Era tranquillo e godeva di quei momenti così diversi da quelli vissuti in casa da solo o con me e i suoi fratelli. Era sereno. Sono tornata a casa tranquillizzata. Oltretutto mi hanno informata che potevo far visita o sentire telefonicamente Nicola quando avessi voluto e quando lui ne avesse sentito la necessità.

Ma a casa i dubbi, i timori mi riprendevano e dopo una settimana sentivo la necessità di sapere come andasse. Sono stata sempre rassicurata sullo stato di Nicola e gli eventi si sono succeduti  con grande normalità.

Il pomeriggio a mare con le altre famiglie, il caffè in famiglia, i colloqui con la psicologa, il corso di formazione, la conoscenza e gli scambi con la dott. Tangorra, la dott. Fazio, la dott. Colonna, il dott. Guario, Mino e gli altri operatori tutti e, non ultimi, gli ospiti del centro e le loro famiglie (la sig. M. in particolare) mi hanno fatta sentire parte integrante della comunità e ho cominciato a ….. fidarmi.

E Nicola? Nicola è avviato da queste belle persone ad un percorso di consapevolezza di sé, di indipendenza e di autonomia. Fa shopping con Mino, pulisce la sua stanza, il bagno, porta la spazzatura, gestisce i suoi soldi, va in palestra, ha maggiore cura della sua persona. Ha vissuto un Natale diverso: la gita a Bari in treno, la festa di Natale con gli altri centri, il pranzo di Natale a casa, la tombolata, il cenone in comunità.

Accordando la mia piena fiducia, ringrazio, senza alcuna piaggeria, ma dal profondo del cuore, tutti gli operatori della CRAP, in particolare Celeste che mi sopporta e supporta in qualsiasi occasione.

R.C.

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