ALLA FINE DELL’ARCOBALENO C’E’ LA PENTOLA D’ORO

ALLA FINE DELL’ARCOBALENO C’E’ LA PENTOLA D’ORO

25/09/2019

Un antica leggenda irlandese narra che dove finisce un arcobaleno sia posta una pentola che contiene immensi tesori e, che sia custodita da un folletto per impedire che gli immeritevoli possano appropriarsene. Questo è l’incipit da cui ha avuto inizio l’esperienza di viaggio nel Cilento che ha visto protagonisti 5 ospiti e 3 operatori della Crap dal 3 al 5 Settembre 2019 c/o l’azienda agrituristica Il Falco del Cilento di Torchiara (Sa). Sulla strada il sole pugliese lasciava via via spazio all’arrivo di nuvole nere, cariche di pioggia e minacciose, seguite da un vento che non portava buonumore. Al nostro arrivo il temporale è arrivato, è durato pochi minuti e poi ci ha regalato un bellissimo arcobaleno tra le colline del Cilento. Gioia mista a stupore per un fenomeno atmosferico che conserva sempre un che di magico. E così ognuno di noi si è messo alla ricerca del suo tesoro percorrendo una via fatta, come i colori dell’arcobaleno, di molte sfumature e, con in spalla uno zaino che conteneva la curiosità della conoscenza, il desiderio di concedersi una pausa, il bisogno di liberarsi da alcuni fardelli e la ricerca di un tempo felice.

C’è chi ha preso per mano una compagna per aiutarla ad affrontare le salite o chi ha richiesto un abbraccio per vincere la paura del buio nelle Grotte di Pertosa; c’è chi ha trovato nella condivisione e nello stare insieme l’antidoto alla malinconia o chi ha scelto di dipingere la bellezza dei luoghi per superare la paura del futuro. C’è chi, non avendo il cellulare, ha scritto delle cartoline per raccontare le sue emozioni a chi non è partito e, c’è chi ci ha accompagnato al momento della cena con una filodiffusione musicale a bordo piscina o portando in tavola delle candele profumate. Nella vacanza c’è stato anche spazio per sognare un nuovo principe azzurro semplicemente visitando il fiabesco Castello di Agropoli all’ora del tramonto.

Il canto dei 100 galli presenti in agriturismo è stato una sveglia naturale ed un po' traumatica per molti di noi, ma ci ha permesso di vedere delle albe meravigliose e poi anche di scherzare su improbabili trame cinematografiche come quella de “l’uomo che parlava ai galli….per ritrovare il silenzio perduto”.

Ogni viaggio che si rispetti è fatto di incontri e noi abbiamo condiviso i nostri passi con gente semplice, dal cuore grande, pronta ad accoglierci e disponibile ad ascoltare la nostra esperienza nel campo della salute mentale. Perché un viaggio è anche apertura alla diversità, è creare nuovi innesti per raccolti più ricchi.

Non sono mancati momenti di ristoro appetitosi legati alla tradizione contadina e ai ricordi della propria infanzia. L’uovo fresco appena raccolto e sbattuto con lo zucchero a colazione da uno degli operatori ha risvegliato le dolci coccole mattutine dei nostri genitori prima di andare a scuola. O i fichi appena raccolti dall’albero e gustati a merenda. Il cioccolato di Benevento invece è stato carburante prezioso per affrontare la via del ritorno in Puglia e tornare con dolcezza alla vita di tutti i giorni.

Non abbiamo trovato la pentola d’oro ma ci siamo andati vicino…e L.A. continua a vivere la  meraviglia dell’esperienza con il linguaggio della pittura attraverso dei quadri dei luoghi visitati.

 

 

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